Trofeo Oiki Golf

Trofeo Oiki Golf:  passione, non solo sport!

Lo scorso 11 Giugno presso il Golf del Ducato sul campo di Sala Baganza si è tenuta la 24ma edizione del Trofeo Oiki, un evento tra i più attesi dai soci del club.

 

Questa la classifica finale

 

Vincitore assoluto
1° Lordo TARASCONI GIOVANNI DUCATO – LA ROC 35
1° CATEGORIA
1° Netto VERZELLONI FILIPPO DUCATO – LA ROC 40
2° Netto MORDAZZI PAOLO DUCATO – LA ROC 39
2° CATEGORIA
1° Netto FRIGERI STEFANO DUCATO – LA ROC 44
2° Netto SILINGARDI MARCO DUCATO – LA ROC 41
3° CATEGORIA
1° Netto BORELLI PAOLO DUCATO – LA ROC 41
2° Netto CARRA GIORGIO DUCATO – LA ROC 39
1° Ladies FERRARI FEDERICA DUCATO – LA ROC 40
1° Seniores NEGRI VITTORIO DUCATO – LA ROC 41

 

Noi di Oiki nutriamo una profonda passione per il golf. Tra le diverse attività sportive che seguiamo, il golf è quella che più ci appartiene, per genetica si può dire, perché trasmessa dalla nostra famiglia.

 

Da cosa nasce questo legame?

 

Difficile spiegarlo soprattutto a chi non lo ha mai praticato e lo considera uno “sport” inutile sotto il un punto di vista della preparazione atletica.

 

A nostro parere, la migliore spiegazione di questa passione è quella scritta da Dino Buzzati nella sua novella “Golf: una passione irresistibile”:

 

“La gente che vive in città, a lungo andare, finisce per dimenticare che cosa sia un prato, un bosco, un cespuglio, non sa più come sia fatto il silenzio della campagna, che colore abbiano le stoppie, che suono faccia il vento nella selva. Tra uomo e natura si è creata una barriera che una distratta passeggiata domenicale fuori porta non basta certo a eliminare. Ora il giocatore di golf, avanzando nei labirinti del campo, incontra, riscopre e ricomincia ad amare tutte queste cose dimenticate… “.

 

“E così, magari senza rendercene conto, si ritorna un po’ nel cuore della verde natura, madre nostra, e si ritrovano le pure sensazioni di quando eravamo bambini e un angolo di prato, un albero, un fiumiciattolo, diventavano i romanzeschi personaggi delle nostre avventure favolose.”

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    Made in Steel 2017

    MADE IN STEEL 2017:  dal 17 al 19 maggio a Fieramilano

    Si è da poco conclusa l’edizione 2017 di Made in Steel

     

    Made in Steel ha ottenuto da Regione Lombardia la qualifica ufficiale di manifestazione internazionale anche per il 2017.

     

    Il numero dei visitatori che già nel 2015 aveva registrato un sensibile aumento, per questa edizione ha subito un ulteriore incremento arrivando ad una media di + 15% nei tre giorni di svolgimento.

     

    Tutto faceva pensare che potesse essere un’edizione da record visto che, a soli due mesi dall’apertura delle iscrizioni, il 50% degli spazi espositivi era già stato prenotato.

     

    Per chi fa parte del mondo dell’acciaio, Made in Steel può considerarsi il centro di aggregazione dove parliamo tutti la stessa lingua.

     

    E’ un punto di riferimento ideale per il business, dove si allacciano i contatti, nascono le nuove partnership, si firmano contratti.

     

    Per noi è la quarta edizione. Siamo presenti fin da quando la manifestazione iniziava a fare i primi passi nei padiglioni espositivi di Brescia.

     

    Made in steel rappresenta un momento di riflessione dove le aziende si possono confrontare sui temi fondamentali come il futuro della siderurgia e temi più attuali come i dazi alle importazioni ed il  mercato delle materie prime.

     

    Per OIKI continua ad essere importante la presenza, in quanto attori del mercato distributivo. Il nostro stand nuovo ci ha dato la possibilità di promuovere  il nostro nuovo logo ma soprattutto di incontrare in tre giorni fornitori, clienti e collaboratori italiani ed esteri.

     

    È una fiera in abbinamento con  “LAMIERA” che occupava due padiglioni di fianco a noi, fiera che si integra perfettamente al tipo di attività ed ha attirato numerosi utilizzatori finali di acciaio inox.

     

    Si è parlato di innovazione, di tecnologia, di cambiamenti e di come tutto ciò può supportare e agevolare il nostro lavoro.

     

    Ciò che è uscito dai diversi convegni tenuti è che tecnologia e digitalizzazione sono fondamentali non solo per sviluppare ma soprattutto per mantenere il business.

     

    C’è la tendenza a pensare, sbagliando, che siano dannose per i posti di lavoro, che le macchine possano sostituire le persone. In realtà, succede esattamente il contrario: è proprio la mancanza di innovazione che porta ad una eliminazione dei posti.

     

    Investire in nuove tecnologie significa investire sulle persone: infatti, non serve avere macchine evolute se mancano persone adeguatamente formate che siano in grado di gestirle ed interagire con i loro sistemi.

     

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      Macchinario Slitter

      50 anni: nuova veste, nuovo macchinario slitter

      Volevamo un 50esimo anniversario degno di nota. Per noi e per i nostri clienti che ci impegniamo sempre a seguire nel miglior modo possibile, fornendo il servizio più accurato e competente.

       

      E abbiamo scelto di rinnovarci. Se fai dell’innovazione la tua filosofia, non puoi far a meno di stare al passo con i tempi e dare un nuovo volto al tuo business è quasi un percorso obbligato.

       

      Da cosa siamo partiti? Da Oiki…

       

      Soddisfatti di ciò, abbiamo continuato coinvolgendo nel rinnovo anche i nostri locali con un nuovo ingresso e una nuova area cortilizia.

      Sempre più convinti abbiamo proseguito per questa strada pensando che anche i nostri clienti dovevano beneficiare di questa aria di novità.

       

      Cosa fare per dare un servizio sempre più completo?

       

      Ampliare la nostra gamma di prodotti attraverso l’installazione di una nuovo macchinario: lo Slitter 1500×6 costruito dalla ditta Spotti Sergio Coil Processing S.r.l.

       

      Il perché della scelta

       

      Dopo una lunga e attenta ricerca, la nostra scelta è caduta sul prodotto dell’azienda Spotti Sergio Coil Processing S.r.l. . Ci ha convinto la loro esperienza di oltre 40 anni nel campo dei macchinari orientati alla trasformazione degli acciai, la loro competenza e l’alto standard qualitativo.

      Nonostante non fossero mai stati nostri fornitori, si sono rivelati un importante partner per Oiki anche a livello di servizi proposti.

       

      Le caratteristiche dello Slitter 1500×6

       

      Il processo di taglio longitudinale consente di tagliare un coil in ingresso di una certa larghezza e di un dato peso in diversi nastri più stretti e leggeri.

       

      La nostra linea presenta le seguenti caratteristiche:

      Larghezza massima coil in ingresso:                       1550      mm

      Larghezza minima coil prodotto:                                  20     mm

      Spessore                                                                  0,4 – 6,0    mm

      Portata massima aspo svolgitore                                30     Ton

      Velocità                                                                           fino a 300 m/min

       

       

      Tu conosci già questo tipo di lavorazione? E questo modello di macchinario?

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        Acciaio Inossidabile: cosa ci riserva il futuro

        Acciaio Inossidabile: cosa ci riserva il futuro?

        Nell’ultimo decennio la produzione mondiale di acciaio inossidabile colato è cresciuta del 56,1%: si è passati dai 28,7 mln di tonnellate del 2006 ai 44,8 mln del 2016 (stima)

         

        Nel 2006 era l’Europa a vantare la posizione di leader indiscusso con una produzione di circa 10,0 mln di tonnellate: il 34% della capacità mondiale era prodotta in Europa.

        Purtroppo, nell’arco di questi dieci anni, la situazione generale ha subito un brusco cambiamento.

         

        Nel 2016, l’Europa è arrivata a -23% rispetto al 2006; le produzioni USA e asiatica (Cina esclusa) sono rimaste sostanzialmente invariate (intorno alle 2,900 mln di tonnellate la prima e sulle  9,8 mln di tonnellate la seconda ).

         

        A giocare un ruolo decisamente importante è invece la Cina. Se si considera che nel  2006 la produzione cinese era di circa 5,3 mln di tonnellate, vale a dire il 18% della capacità mondiale, mentre nel 2016 è arrivata a produrre circa 24,1 mln di tonnellate(+355 %) con una produzione mondiale attestata al 54% (contro il 17% dell’Europa), è lampante la crescita esponenziale che ha avuto questo Paese.

         

        Soprattutto il 2015 è stato un anno difficile per la produzione dell’acciaio a livello mondiale.

         

        Come risulta dal recente report World Steel in Figures 2016 diffuso dalla World Steel Association,, la crescita della Cina è stata tale che i restanti mercati dell’acciaio si sono dovuti adeguare ai livelli inferiori.

         

        Tuttavia, va detto che verso la fine del 2016, il mercato cinese (insieme a Giappone, USA, Russia, Corea del Sud, Germania e Brasile) ha subito un leggero rallentamento, mentre India, Turchia Ucraina ed Italia (in netto contrasto con il resto dell’Europa) hanno visto confortanti dati di incremento.

         

        Continuerà questo andamento anche nel 2017? Le prime stime dicono di sì, soprattutto per quel che riguarda il nostro Paese.

         

        Tu cosa ne pensi?

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          Oiki Bike Team

          Oiki Bike Team

          L’unione fa la forza…

           

          …oppure, come scriveva Alexandre Dumas ne I tre moschettieri ”Tutti per uno e uno per tutti”.

           

          Chi non conosce questi detti? Al giorno d’oggi si usano in forma ironica, magari possono sembrare  superati, ma dicono sempre una grande verità: lavorando insieme si ottengono i migliori risultati.

           

          Hai mai pensato a quanto questi motti hanno in comune sia nello sport che nel business?

           

          Ti voglio raccontare una storia.

           

          Da 25 anni…

           

          Oiki è promotrice dell’attività ciclistica amatoriale della città di Parma con Oiki Bike Team.

           

          Tutto ebbe inizio grazie ad un atleta che avrebbe potuto scrivere pagine importanti del ciclismo professionistico, ma che ha preferito divertirsi rimanendo in ambito amatoriale: Giorgio Bettuzzi.

           

          Con le sue 1200 gare vinte (delle quali buona parte in solitaria), Giorgio Bettuzzi è stato il protagonista principale nella storia della nostra comunità ciclistica, contribuendo a dare lustro alla squadra fino al punto che, ancora oggi, le maglie Oiki vengono associate alla sua presenza nonostante Giorgio sia lontano dall’attività agonistica già da qualche anno.

           

          L’era gloriosa delle vittorie termina nel 2009, Giorgio si ritira dalle competizioni e Oiki Bike Team torna ad essere una squadra di amici che tenta di mantenere una continuità nell’ambito ciclistico.

           

          Grazie al supporto di alcuni amici, Oiki bike team ricomincia pian piano a riavvicinarsi alle gare amatoriali su circuito senza tuttavia ottenere i risultati importanti del passato.

           

          I tempi sono molto cambiati. Oggi gli atleti si allenano tutti i giorni, i livelli di preparazione sono molto elevati: tanta palestra per potenziare i muscoli e uscite continue a partire dal mese di dicembre.

           

          Le velocità medie che si raggiungono sono simili a quelle professionistiche anche se svolte su percorsi più brevi.

           

          Arriviamo al 2016.

           

          La sfida è riportare la squadra ai livelli di quella plurivincitrice degli anni 80/90, la squadra di Giorgio.

           

          Grazie al contributo di alcuni sponsor, per Oiki bike team scatta una campagna acquisti importante.

           

          Il gruppo si allena insieme, è coeso, unito.

           

          Si capisce che il ciclismo non è uno sport individuale…tutt’altro.

           

          Oiki bike team dimostra in ogni corsa di essere una vera squadra. E come tale corre e vince.

           

          Risultati 2016: oltre 50 gare vinte e due maglie di Campione Italiano ottenute in terra toscana, territorio ostico e benedetto per questo sport meraviglioso ed altrettanto faticoso.

           

          Grazie ragazzi!

           

          Oiki vuole ringraziare di cuore gli atleti Maurizio Mai e Massimo Magnani che hanno reso onore alla maglia e al nome di Oiki Bike Team

           

          Un particolare ringraziamento, inoltre, va all’amico Fausto Ferretti A.D di Scatolificio Sandra per l’azione furiosa compiuta durante la fase cruciale della gara nel campionato italiano e per il concreto aiuto alla nostra attività.

          OIKI BIKE TEAM ringrazia inoltre tutti gli sponsor:

          Da 50 anni

           

          Oiki opera nella distribuzione degli acciai inossidabili con l’obbiettivo di migliorare continuamente la qualità del servizio perché le aspettative del cliente siano sempre e pienamente soddisfatte.

           

          Un traguardo rilevante non si conquista da soli: occorre una squadra.

           

          E Oiki può contare su un team aziendale di alto livello, preparato e competente, che condivide non solo la stessa meta, ma anche gli stessi principi per raggiungerla.

           

          Proprio come avviene per una squadra sportiva.

           

          E tu sei d’accordo?

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            Supply Chain

            Supply chain:


            cosa è successo negli ultimi anni?

            Il profitto nella supply chain dell’acciaio inossidabile ha subito un brusco calo negli ultimi anni, quali sono le cause?

            Da questa immagine puoi vedere chi sono gli attori che hanno un ruolo nella catena di distribuzione: si parte dalle miniere dove si estraggono i minerali, si passa dai produttori e distributori dell’acciaio, per arrivare agli utilizzatori finali.

             

            Si evince in modo chiaro quanto sia penalizzante riuscire a realizzare un margine sufficiente attribuibile ai distributori: livello delle percentuali basso in generale, anni di marginalità pari a zero con punte di negatività (2015).

             

            Perché? Quali possono essere state le cause scatenanti?

            Ecco alcune delle nostre ipotesi:

             

            I cambiamenti dei mercati
            Sono diversi i fattori che hanno contribuito al repentino cambiamento dei mercati: la recente crisi internazionale che ha toccato economia e commercio, la Cina ha notevolmente rallentato la propria crescita, petrolio e materie prime hanno subito un brusco calo dei prezzi, la politica monetaria degli Stati Uniti è andata inasprendosi sempre di più.

            Le speculazioni
            La speculazione ha generato volatilità nel mercato causando impennate improvvise dei prezzi delle materie prime ma anche forti fasi di forte deprezzamento creando quell’instabilità che provoca incertezza e rallentamento dei progetti e dell’attività di acquisto.

             

            La metodologia di acquisto da parte dei clienti sempre più in piccoli lotti.
            La scarsa quantità di ordini da parte degli utenti finali e la conseguente mancanza di liquidità ha spinto i distributori a modificare la gestione delle loro scorte a favore di acquisti di piccoli lotti di materiale. Ciò causa, per i distributori/centri di servizio, un innalzamento delle spese a partire dall’emissione degli ordini.

             

            I costi dei centri di servizio sempre più alti.
            I costi della logistica incidono in maniera importante sul fatturato di un’azienda, soprattutto per quel che riguarda i trasporti. La crisi mondiale ha portato un aumento del prezzo del petrolio e la conseguente impennata dei costi dei carburanti / autostrade /assicurazione mezzi.

            Verticalizzazione
            Diverse aziende di produzione hanno aumentato la loro presenza nei mercati a valle della filiera produttiva nel tentativo di dare più respiro ai propri margini di guadagno attraverso il processo di verticalizzazione. Ciò tuttavia a scapito degli attori che non fanno parte della distribuzione non dotata della possibilità di produrre.

             

            Per noi di Oiki, Il calo dei profitti è una somma di fattori tra i quali i cali del consumo dell’acciaio inossidabile (tra il 2009 e il 2015 si parla del 50%) e la delocalizzazione di molte aziende in paesi a minor costo del lavoro

             

            Qual è la tua visione di questo calo dei profitti? Ritieni che ci siano altre cause?

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