Dopo i numeri raggiunti nel 2021 come si prospetta il 2022 per l’acciaio inox? La parola agli esperti

Acciaio Inox: Improbabile flessione nella domanda e nei prezzi | Oiki news

Il titolo del seminario Inox: domanda forte, prezzi record, introduce perfettamente il resoconto di un anno davvero eccezionale per l’acciaio Inox, a fianco di una previsione per il 2022. Il contesto vede infatti, dopo la pandemia, i prezzi aumentati in modo esponenziale, con una domanda – inflazionata dalla paura del caro energetico e dal difficile reperimento delle materie prime – più forte dell’offerta e una ripresa che ha generato margini per tutto il comparto dell’acciaio inossidabile. Gli ospiti chiamati a intervenire nel dibattito hanno toccato diverse tematiche: Paolo Viganò (Direttore Gestionale Centro Inox) con una panoramica sulle normative di utilizzo dei materiali ha dimostrato l’impatto che queste specifiche tecniche –  riferite alle caratteristiche di un prodotto, di un processo o di un servizio –  esercitano sul mercato e sullo sviluppo di nuovi sbocchi commerciali per l’acciaio inox; mentre il prof. Achille Fornasini (Partner & Chief Analyst siderweb) ha restituito un’analisi dettagliata e completa sull’andamento delle materie prime e dei prodotti finiti in acciaio inossidabile, evidenziando aumenti, assestamenti e un notevole rapporto incrementale tra i prezzi dei finiti e le quotazioni degli elementi di produzione. Al termine di questa prima parte sono arrivate le due interviste faccia a faccia con Eugenio Marzorati (Amministratore Delegato Cogne Acciai Speciali) e il nostro Alessandro Bettuzzi (AD OIKI e Coordinatore dei centri servizi inox Assofermet), due operatori chiamati ad esprimere il proprio punto di vista sul futuro del settore in Italia e in Europa in termini di produzione, distribuzione e servizio. Entrambi sono partiti da un bilancio sull’anno passato e su questo inizio 2022. Alessandro Bettuzzi nel suo intervento ha ribadito come il 2021 sia stato un anno straordinario per l’acciaio inox per gli effetti fortemente speculativi che hanno creato le turbative di mercato. La grande preoccupazione della rete distributiva risiede infatti nell’attuale gap tra prezzo asiatico ed europeo e tra rottame e materiale finito, che sta causando (e si prevede che continuerà a farlo nel prossimo semestre del 2022) un rincaro a valle della filiera, rendendo i nostri prodotti in acciaio inox poco competitivi a livello internazionale. . Dopo il periodo Covid la forte ripresa economica europea ha messo in luce capacità produttive europee sottodimensionate non in grado di soddisfare la domanda, portando i prezzi a sbalzi imprevisti, “fino a raggiungere dei raddoppi”. A rendere le aspettative future ancora più incerte contribuiscono oltre ai già citati costi delle materie prime e dell’energia – che hanno influito molto ad esempio sul settore automobilistico – anche i problemi legati alla logistica: infatti la difficoltà a trovare navi e l’aumento dei noli, con le conseguenti congestioni nei porti causate soprattutto della normativa di salvaguardia, rendono complesso il flusso delle merci. Se il 2022 si prospetta un anno di crescita, non mancano però alcuni ostacoli ancora da superare, infatti “permangono già in questi primi mesi – specifica Alessandro Bettuzzi – tensioni sui prezzi in distribuzione, che fanno registrare situazioni estreme con  differenze anche di 400 euro a parità di prodotto». Questo è dunque il quadro generale emerso dall’interessante incontro mediato da Francesca Morandi e Stefano Ferrari, che potete trovare in versione integrale al link youtube

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