Numeri record per Oiki nel 2021

In un anno davvero eccezionale per l’acciaio inox, i risultati di Giovanni Bettuzzi, AD di Oiki sono stati da record. Ce lo racconta il nostro AD Alessandro Bettuzzi: “l’esplosione post pandemica che ha caratterizzato il 2021 e che continua anche in questo inizio 2022 è stato per tutto il comparto un evento non previsto con effetti rilevanti e per alcuni versi spiazzanti”.Per darvi un’idea iniziamo a dare dei numeri, non del ‘lotto’ ma di materiale processato durante lo scorso anno, ovvero, 43.018 tonnellate. Il prodotto più richiesto, aggiunge Alessandro Bettuzzi, è stato senza dubbio l’acciaio inox AISI 304/304L, che ha raggiunto il 63% della domanda, contro il 19% dell’AISI 316/316L; gli ordini evasi di Oiki sono stati ben 17.702 per un totale di 41.244 righe d’ordine, che comprendono tutte le attività relative al prelievo di merci dal magazzino e alla loro preparazione per la spedizione. Per arrivare a tali esiti, in termini di velocità e produttività, sono stati messi in funzione otto macchinari e utilizzati due magazzini dotati di strumenti tecnologici in grado di rendere i processi di stoccaggio, picking, carico e scarico merci, completamente automatizzati. Ci tiene a sottolineare Alessandro che “tra gli investimenti più significativi del 2021 non si può non menzionare l’ammodernamento del magazzino automatico delle lamiere, la cui capienza è aumentata del 33%”. Un altro aspetto che rende particolarmente orgogliosa la direzione generale sono le assunzioni che ogni anno portano in Giovanni Bettuzzi, AD di Oiki nuova forza lavoro: se nel 2020 sono entrati tre nuovi collaboratori, nel 2021, quattro e già nel primo trimestre 2022, cinque. Conclude Alessandro con un dato molto significativo per l’azienda: il fatturato del 2021 è cresciuto del 71.8% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 113.2 milioni e un utile netto di 6.545.174 euro! Per quanto riguarda il futuro Giovanni Bettuzzi, AD di Oiki, afferma: “il nostro obiettivo per il 2022 è quello di consolidare le quantità di acciaio vendute fino ad ora. Nonostante le notevoli difficoltà, rappresentate prima dalla pandemia, ora dalla guerra e dai prezzi instabili, i risultati del primo trimestre sono stati buoni; dobbiamo però restare in allerta perché i momenti difficili devono ancora arrivare: lo scenario macroeconomico è in continua evoluzione e le recenti correzioni dei prezzi delle materie prime stanno innescando importanti pressioni sui prezzi di vendita”. Gli analisti del settore sono infatti concordi nel sostenere che una condizione di tensione prolungata faccia ipotizzare una fase di rifiato che però nel caso della persistenza della domanda e di una situazione generale così problematica potrebbe anticipare, dopo uno spostamento laterale, un nuovo movimento rialzista… Ma come diceva Lorenzo il Magnifico, “di doman non c’è certezza”.

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